Il Tempo Di Giacometti Da Chagall A Kandisky

  • Quando?

    Dal 16 Nov 2019 al 05 Apr 2020

    Dove?

    Palazzo Della Gran Guardia, Verona

Arte Cultura Design



Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandisky

Capolavori dalla Fondazione Maeght

Verona, Palazzo della Gran Guardia

Dal 16 novembre 2019 al 5 aprile 2020

Mostra a cura di Marco Goldin

Alberto Giacometti è stato uno dei maggiori scultori del Novecento, forse addirittura il maggiore, e da molto è lo scultore ampiamente più quotato sul mercato delle aste internazionali. Dall’idea di rendergli omaggio in Italia nasce questa mostra, realizzata grazie alla decisiva collaborazione della Fondazione Aimé e Marguerite Maeght di Saint-Paul-de-Vence, che presta oltre settanta opere di Giacometti, dalle sculture più celebri, ai disegni, ai dipinti. Dal suo tempo giovanile in Svizzera con i primi, meravigliosi disegni fatti a poco più di dieci anni, alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e poi quelle della maturità.

È giusto dire, prima di tutto, che questa mostra servirà a rievocare una delle più straordinarie avventure culturali in Europa dalla metà del secolo scorso in poi. Occasione quindi di approfondimento su vicende che hanno segnato la storia dell’arte novecentesca. Aimé e Marguerite Maeght fondano a Cannes, avanti l’inizio della Seconda guerra mondiale, la loro prima galleria. Ma è nell’ottobre del 1945 che apre le sue porte la galleria parigina, con un’esposizione dei disegni recenti di Matisse. Nel luglio del 1947, Aimé Maeght presenta, in collaborazione con André Breton e Marcel Duchamp, l’Esposizione internazionale del Surrealismo che conosce un successo senza precedenti e assicura alla giovane galleria una straordinaria notorietà. Aimé espone le opere di tutti gli artisti più importanti e nuovi di quel periodo affascinante a Parigi. Le mostre si succedono e in scena vanno Kandinsky e Miró, Léger e Chagall, Braque e Giacometti solo per dire di alcuni tra i tanti.

Nel 1964 fu poi inaugurata la Fondazione Maeght a Saint-Paul de Vence e il suo insieme architettonico venne concepito per presentare l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme. La Fondazione possiede oggi una delle più importanti collezioni in Europa di dipinti, disegni, sculture e opere grafiche del XX secolo, con nomi di straordinaria importanza che sono stati legati alla famiglia Maeght per decenni. Ecco quindi che Verona, con la mostra nelle ampie sale del Palazzo della Gran Guardia, potrà raccontare questa strepitosa avventura artistica e anche di mecenatismo culturale, nota a livello mondiale.

L’esposizione, non sarà solo un omaggio monografico al maestro svizzero, ma anche un decisivo sguardo sul tempo che ha caratterizzato la vita di Alberto Giacometti a Parigi, dove arriva nel gennaio del 1922. È affascinante già ora immaginare, nel vasto salone centrale della Gran Guardia, la Grande femme debout fino alla più celebre scultura tra tutte, L’Homme qui marche. Nel mezzo la ricostruzione, precisa e puntigliosa, poetica, dell’intera vita di Giacometti, anche con i suoi mitici disegni e poi le pitture e ancora con tante sculture famosissime, dai busti e le teste del fratello Diego, ai cani, ai gatti, alle foreste fatte di figure quasi liquefatte in una cera che diventa bronzo, fino alla notissima figura femminile del 1956, detta Femme de Venise, esposta alla Biennale veneziana di quell’anno e che tanto successo riscosse. Ebbene, di quella figura la Fondazione Maeght possiede tutte le nove variazioni, che puntualmente giungeranno a Verona per essere esposte, per un confronto sensibilissimo che rare volte nel mondo intero si è potuto fare.

Dopo avere in questo modo raccontato il fascino dell’opera intera di Giacometti, la mostra punterà la sua luce, con una scelta di una ventina di dipinti celebri, sul clima della pittura in Francia in quel tempo medesimo, facendo ricorso alla collezione della stessa Fondazione Maeght, con opere tra gli altri di Braque, Chagall, Miró, Kandinsky, Derain, Léger, compresi nei decenni dai Venti ai Cinquanta, cioè precisamente il tempo della lunga permanenza a Parigi di Giacometti. Quadri, spesso di grande formato, che arricchiranno di pura bellezza le sale nelle quali, al centro, quasi cammineranno le sculture di Alberto Giacometti.

E sono per esempio bellissime le parole che l’artista dedicò a Braque in occasione della morte di quest’ultimo nel 1963: “Di tutta la sua opera guardo con l’interesse, la curiosità e l’emozione più grandi i piccoli paesaggi, le nature morte, i mazzi di fiori senza pretese degli ultimi anni, di ognuno degli ultimi anni. Guardo questa pittura quasi timida, priva di peso, questa pittura nuda, di un’audacia totalmente diversa, di un’audacia ben più grande di quella degli anni lontani; pittura che per me si situa al culmine stesso dell’arte di oggi con tutte le sue contraddizioni”.

È da parole come queste che ben si comprende come la mostra trarrà significato vero non solo da tante opere somme ma anche dalla relazione tra gli artisti, che spesso riflettono e parlano l’uno dell’altro. Così è l’arte, così è la vita. Così sarà questo racconto per immagini.

In definitiva, una mostra importante che saprà unire l’attenzione precisa alla filologia nella ricostruzione di decenni meravigliosi della storia dell’arte del XX secolo, poi lo studio attento di una figura come quella di Alberto Giacometti anche nel suo rapporto appunto con altri grandi, e da ultimo, per nulla irrilevante, la ricostruzione della storia della straordinaria Galleria prima, e Fondazione poi, della famiglia di Aimé e Marguerite Maeght e dei loro discendenti.ne della storia della straordinaria Galleria prima, e Fondazione poi, della famiglia di Aimé e Marguerite Maeght e dei loro discendenti.

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