Antonio Sgaravatti

Titolare Sgaravatti Trend e fondatore Kalamitica

“[..] nel futuro bisognerà vedere come saranno rimescolate le carte. Succede ogni volta che pensi di avere stabilità. Questa è la vita, e per questo è bella: l’unica sicurezza che si può avere è proprio l'esser qui oggi ”.

Sig. Antonio ci racconta quale è stato il suo percorso professionale?
Ho iniziato a lavorare presto: non ero uno studente modello, perciò dopo il Liceo ho mollato gli studi universitari e dopo il servizio militare ho cominciato subito a lavorare. La mia vita lavorativa è iniziata come venditore in una piccola azienda, di cui ero anche socio assieme a mio fratello. Vendevamo hardware prodotti in Italia da una piccola azienda di Verona, e producevamo programmi gestionali. Questa esperienza finì quando si affacciarono sul mercato i primi personal computer; mi allontanai dall’azienda perché non veniva condiviso il mio pensiero, ossia che la strada giusta da seguire era proprio quella di concentrarsi su quei modelli. In seguito ho lavorato per molti anni nel mondo del tessile: seguivo le vendite in Veneto di aziende di produzione tessuti. È stata una bella esperienza, grazie alla quale ho conosciuto il mondo dinamico e folle della moda di allora, serviva gusto e comprensione delle tendenze del mercato. Ho conosciuto molte realtà, in cui davo anche consulenza per la creazione delle nuove collezioni. In una di queste, a Prato, diventai anche socio. Il mondo del tessile con le sue fantastiche realtà di distretto come Como, Biella, Prato, Castelgoffredo e Veneto mi hanno insegnato molto: mi ha fatto capire l’importanza del distretto, in cui aziende molto diverse tra loro potevano attingere a comuni realtà per lavorazioni altrimenti difficili da avere tutte in un’azienda.

Come è nata KalaMitica?
10 anni fa seguivo un progetto su cui credo ancora molto: portare le piante che purificano l’aria negli ambienti indoor. C’erano molti studi scientifici, anche da parte della N.A.S.A., che dimostravano come alcune piante abbiano questa straordinaria capacità di assorbire e metabolizzare sostanze nocive per l’uomo. Ma c'era un problema… Negli ambienti domestici più inquinati, come il bagno e la cucina, le superfici orizzontali sono poche e non si sa dove mettere le piante! Quindi ho pensato che sarebbe stato comodo avere la possibilità di metterle in verticale grazie ai nostri vasi magnetici. Avevamo da poco iniziato a collaborare con un’azienda vicina che co-stampava la resina e faceva per conto terzi i tacchi per le scarpe da donna. Quindi chiesi loro se era possibile co-stampare un magnete, al posto della spina in metallo che si inserisce nel tacco. All’inizio dovemmo risolvere un paio di problemi tecnici, ma riuscimmo a vedere nascere il nostro progetto così brevettammo il processo di produzione, che utilizziamo ancora oggi. Un giorno descriverò anche di come è nata l’idea dei quadri e delle lavagne magnetiche, che completano il nostro progetto e danno vita ad un vero e proprio “magnetic system”.

Conosciamo l’aneddoto del suo bisnonno che sottolinea l’importanza del pensiero laterale, quale influenza ha avuto nella nascita di KalaMitica?
Devo molto ai miei avi, da mio bisnonno a mio papà Guido Sgaravatti. Normalmente siamo abituati a un pensiero lineare, a un modello azione/reazione, mentre siamo poco abituati a un pensiero sistemico azione/insieme di reazioni. La natura ci insegna molto e l’abitudine a osservare la complessità e anche la semplicità che si cela in essa aiuta la creatività attraverso somme di intuizioni.

Oggi la sua azienda produce lavagne e contenitori magnetici in cosa vi ritenete diversi dagli operatori del vostro settore?
In realtà noi puntiamo su un sistema magnetico completo, che comprenda non solo le lavagne, ma anche i contenitori e gli accessori per creare pareti verticali attrezzate salvaspazio.


Com'è oggi lavorare all’interno di KalaMitica, che rapporto ha sviluppato con i suoi collaboratori?
Un’azienda deve raggiungere obiettivi, altrimenti non sta in piedi. La difficoltà è raggiungerli senza eccessivo stress. Il viaggio diventa più piacevole se riusciamo a mantenere serenità ed armonia durante il percorso che porta alla meta. Cerco di trasferire questi valori in cui credo, ma non è sempre facile. A volte anch’io rischio di uscire dalle righe, sono molto esigente e purtroppo sono umano.

Come sviluppate e/o valorizzate il talento all’interno dell’azienda?
Credo fermamente che le cose riescano meglio se c’è passione e amore in ciò che si fa. Siamo tutti diversi, e la diversità è un valore nel momento in cui una persona riesce ad esprimere al meglio il proprio talento. A volte non tutti comprendono di averne, perché il lavoro richiede di fare qualcosa che spesso non piace. Certo, vanno fatte anche le cose non piacevoli, ma quando una persona riesce a dare il meglio di sé esprimendo il proprio talento, allora acquista fiducia in ciò che fa e migliora, riuscendo ad essere felice e a realizzarsi. Quando trovi un talento è bene che anche l’azienda lo valorizzi, diventa patrimonio di tutti. 

Quali sono i progetti dell’azienda per il futuro? C’è qualcosa che la preoccupa nel suo ruolo?
I progetti sono sempre tanti: in questo periodo stiamo lavorando molto sulla realizzazione di lavagne di grandi dimensioni per la didattica a distanza, sia in ambito scolastico che aziendale. È in ballo una collaborazione con una primaria casa di proiettori interattivi. Incrocio le dita perché è un progetto a cui credo molto. La mia preoccupazione invece è il cambio generazionale. Sto cercando sempre più di responsabilizzare i miei collaboratori e di dare loro sempre maggiore autonomia. Non devo essere indispensabile e presto probabilmente non lo sarò. Vedo che imparano in fretta e mi supereranno presto. Comincio ad avere l’età giusta per mollare, ma spero di lasciare un’azienda che possa vivere bene anche senza di me. 

Parlando di uno dei temi di attualità più discussi oggi in ambito di sviluppo aziendale, la sostenibilità, qual è la visione di KalaMitica e quali iniziative state programmando o avete già messo in atto al riguardo?
La sostenibilità passa soprattutto attraverso l’etica con cui si producono i beni di consumo: ad esempio, negli imballi utilizziamo cartone certificato FSC. La nostra scelta, poi, è stata da sempre quella di produrre tutto a pochi chilometri dalla nostra sede. Se riusciamo a collaborare con i nostri fornitori, possiamo creare quell’economia circolare che aiuta tutti. esportando più del 60%, dimostriamo infine che il Made in Italy è apprezzato anche all’estero.

Quanto conta la ricerca e lo sviluppo nella vostra realtà? Le aziende che puntano sulla cultura dell’innovazione possono avere maggior successo?
La ricerca deve essere continua e di valore: i prodotti non devono solo essere belli e di qualità, ma anche funzionali ad uno scopo e soprattutto utili.

Oggi che consiglio darebbe ad un giovane (o meno) che vorrebbe iniziare un'attività imprenditoriale?
Oggi se non si è folli non si inizia un’avventura imprenditoriale, soprattutto in Italia. Un imprenditore non ha garanzie, deve contare sulle proprie forze e ciò non è sempre facile. Fare impresa significa inseguire un sogno senza avere la certezza che si possa avverare. Se il sogno ha buone basi può riuscire, ma ricordo che oggi il mercato è globale, come lo è la concorrenza. Anche per questo, per essere pronti a un mercato globale, è importante avere competenze digitali. È difficile dare buoni consigli, ma se si ha costanza, resilienza, audacia, passione, amore per il proprio lavoro e una buona dose di incoscienza, anche i giovani sognatori possono riuscire a fare impresa.

Parlando di lei, quali sono le sue passioni nel tempo libero?
Amo stare a contatto con la natura: mi piace occuparmi delle mie piante, che mi danno molta soddisfazione. Ero anche un buon sportivo, con una grande passione per la vela e lo sci. Oggi invece sono più pigro, amo stare in compagnia di un buon libro, oppure condividere i piaceri della tavola e del buon vino con gli amici.

Cosa si augura per il suo futuro professionale e personale?
Ciò che è fatto è fatto…ciò che faccio ora mi appaga, nel futuro bisognerà vedere come saranno rimescolate le carte. Succede ogni volta che pensi di avere stabilità. Questa è la vita, e per questo è bella: l’unica sicurezza che si può avere è proprio l'esser qui oggi.


Antonio Sgaravatti - Sgaravatti Trend srl - Kalamitica


A cura della redazione di JoyLife