Luca Gottardello

Titolare Pan&Dolci

“[...]spero di continuare e migliorarmi di giorno in giorno e di trasmettere la mia passione ad ogni persona che assaggia un prodotto che esce dal mio laboratorio”.

Panificare era il suo sogno fin da piccolo? Come è nata questa passione?
La mia passione nasce da bambino, mia mamma mi ricorda che già all’età di sette anni ero lì che le chiedevo di farmi provare a cucinare e quindi dalla passione per la cucina si è trasformata in passione per il mondo della panificazione e pasticceria.

Luca detto anche “il panettiere pazzo” come è nato questo soprannome?
Il soprannome Panettiere pazzo nasce per caso in un’intervista radiofonica dove una carissima amica mi aveva invitato presso Radio Bellla e Monella e vedendo le mie creazioni soprattutto il pane colorato mi hai etichettato così.

Qual è stato il suo percorso formativo?
Subito dopo aver terminato il terzo anno di scuola alberghiera ed essermi qualificato come cuoco ho intrapreso la mia carriera di Pasticcere/ Panettiere. Il primo lavoro che ho svolto è stato presso la pasticceria Zizzola di Resana per poi spostarmi a Camposampiero in un’altra pasticceria. Poi per caso è nata la passione per la panificazione, il tutto dovuto alla grande arte che mi ha trasmesso Giovanni Volpato all’epoca titolare del panificio Volpato di San Giorgio Delle Pertiche. Infine come ultimo ma non ultimo il lavoro che mi ha consacrato nel mondo della pasticceria è stato lavorare a fianco a Lucca Cantarin titolare della pasticceria Marisa di Arsego.

Quando ha capito che era il momento di aprire un’attività in proprio? Di diventare indipendente?
Ho capito che era il momento di aprire un’attività tutta mia quando ho raggiunto le competenze e le basi per poter camminare da solo, per potermi misurare e verificare quale era il massimo livello di qualità produttiva a cui ero in grado di arrivare.
Inoltre avendo un carattere intraprendente e non sempre gestibile non era facile lavorare alle dipendenze degli altri.


Quali suoi lati caratteriali e quali suoi talenti l’hanno portata al successo?
Quali sono, nella sua professione, i valori che ritiene più importanti quelli che secondo lei permettono alla sua attività commerciale di essere diversa dai suoi competitor?

Sicuramente nella mia attività ci sono delle priorità fondamentali: una è la conoscenza della materia che utilizziamo e l’altra è la qualità che non può mancare nel mio laboratorio. Tutte le nostre materie prime sono selezionate e cerco sempre di tutelare anche l’ambiente e di valorizzare il territorio

Ci racconti un suo obiettivo, ambizioso, per il prossimo futuro.
Beh gli obiettivi per il futuro sono quelli di ampliarmi e di creare un laboratorio all’avanguardia che mi permetta di gestire ancora meglio la produzione e di conseguenza anche i tempi di riposo, perché questo lavoro, come ben sapete, è un lavoro che ci fa alzare presto la mattina. Vorrei, visto che siamo nel 2020, sfruttare la tecnologia per migliorare il lavoro e magari riposare qualche ora in più. 

La sua altra grande passione, il calcio, oggi in che modo riesce a dedicarci del tempo?
Sicuramente il calcio mi appassiona fin da bambino prima da giocatore poi da educatore (perché non mi piace definirmi allenatore) e adesso lo consiglio, avendo tanti amici in questo mondo, creo qualche iniziativa benefica con loro e quando posso vado allo stadio a vedere le partite, soprattutto degli amici. 

Nel suo libro “Pane fresco di stampa” parla del suo impegno a favore del progetto “Diamo il meglio a Giovanni”, può dire anche ai nostri lettori di cosa si tratta e cosa possono fare tutti per sostenerlo?
“Diamo il meglio a Giovanni” è nato per caso, conoscendo Giovanni, vedendo quel bambino con un problema così grande ed essendo diventato papà da pochi mesi me lo sono preso a cuore e ho pensato a come potevo aiutarlo, così sono nati “i biscotti di Gio”. Abbiamo avuto un successo nazionale, sono stati prodotti più di 10 tonnellate di biscotti in tre mesi che con tanto amore e passione abbiamo prodotto ma soprattutto confezionato con l’aiuto della mia famiglia e in particolar modo di mia moglie che mi ha sopportato e supportato. Successivamente a Natale 2019, con la collaborazione di due campioni dello sport, come Iori e Paleari, abbiamo creato il panettone dei campioni e anche questo è stato un successo. Il panettone è andato in tutta Italia e abbiamo raccolto più di 20.000 € in beneficenza. Attualmente Giovanni ha ancora bisogno d’aiuto e quando ne ho la possibilità sono il primo a mettermi in gioco per lui.

Cosa si augura per il suo futuro professionale e personale?
Beh per il mio futuro professionale spero di continuare e migliorarmi di giorno in giorno e di trasmettere la mia passione ad ogni persona che assaggia un prodotto che esce dal mio laboratorio. Sicuramente sarò attento alla salute dei miei clienti e cercherò di creare cose innovative senza perdere la tradizione che ci contraddistingue come popolo e come cultura.


A cura della redazione di JoyLife