Inaugurazione Bar Chicco do Mexico

  • Quando?

    mercoledì, 10 maggio 2017

    Dove?

    Carrobbio, 20123 Milano, Italia

Enogastronomia



Quanta cura c’è dietro un buon caffè? Sono pochi quello che lo sanno quando, magari di fretta, entrano in un bar e ordinano un espresso. Eppure il sapore di certi caffè, come quello che si fa a Napoli, è riconoscibile e riconosciuto in tutto il mondo. Questo perché, in una semplice tazzina, c’è il concentrato di una tradizione lunghissima, fatta di esperienza e passione, tecnica e attenzione.

 

È proprio questa tradizione il punto di forza di Chicco do Mexico, il nuovo brand col quale, grazie alla regia dell’avvocato Fabio D’Aniello, partner e founder di Legam, studio legale internazionale, e al coinvolgimento di investitori internazionali, essenziali per un’espansione vincente nel mondo delle eccellenze del food and beverage italiano di alta qualità e di matrice altamente artigianale, Errico Castagnola rinnova l’antica e fortunata storia dei Bar Mexico di Napoli e arriva a Milano con una catena di bar che rivoluzionerà il modo di consumare il caffè. Ad appena 25 anni il figlio di Aldo Castagnola, che nel 1998 rilevò dalla famiglia Passalacqua i due templi napoletani dell’espresso (il Bar Mexico di Piazza Garibaldi e quello di Piazza Dante), si lancia in un progetto imprenditoriale ambizioso: portare nella capitale economica d’Italia il sapere dei maestri torrefattori partenopei, attraverso una rete di locali originali anche stilisticamente, e da qui partire alla conquista di altre città in Italia e nel mondo con un programma di franchising.

 

Un caffè con carattere e storia: sono questi gli elementi distintivi di Chicco do Mexico, che introdurrà diverse novità nel modo di preparare e servire l’espresso. Innanzitutto un’antica macchina del caffè a cinque leve, come nella più pura tradizione napoletana: scelta che differenzierà da subito i bar Chicco do Mexico dagli altri bar milanesi, nessuno dei quali dispone di una macchina in grado di preparare cinque caffè in contemporanea e, soprattutto, caffè più buoni. Il segreto sta proprio nella leva, che garantisce il pescaggio dell’acqua direttamente dalla caldaia: con l’acqua presa alla fonte e molto più calda, infatti, l’estrazione – ovvero il processo che si ottiene quando il liquido entra in contatto con la miscela di caffè e crea la bevanda – risulta di gran lunga migliore e l’espresso avrà un gusto più avvolgente e intenso rispetto a quelli preparati con le moderne macchine elettroniche.

 

Ma è solo una delle sorprese che troveremo nei bar Chicco do Mexico: oltre a miscele accuratamente selezionate, con il 90% di Arabica e il resto Java, per dare al sapore la giusta morbidezza unita a vigore e robustezza, il caffè Chicco do Mexico sarà servito già zuccherato. “Noi facciamo il caffè sopra lo zucchero, – ha affermato Errico Castagnola – Se il cliente lo desidera amaro, il barista lo preparerà senza problemi, ma nella nostra concezione la zuccheratura preventiva ha una sua ragion d’essere volta alla riuscita di un prodotto equilibrato e dal gusto armonico”.

Un vero e proprio rito, insomma, che prevede fasi accurate per la riuscita del miglior caffè possibile, come quella dello “scaldatazzina”: ogni tazzina viene riscaldata a temperature altissime in modo che, quando il maestro barista vi versa lo zucchero, l’alta temperatura del contenitore provvede a caramellarlo e a creare, con il caffè sgorgante dalla macchina, un corpo unico che darà all’espresso una consistenza più cremosa e uniforme.

 

Chicco do Mexico sarà una vera e propria fabbrica del caffè in tempo reale: a garantirlo anche la macinatura e la tostatura effettuate sul momento, per conservare le qualità organolettiche del caffè e catturarne l’aroma. Nella macinatura, infatti, la dispersione delle componenti aromatiche volatili del caffè avviene dopo soli cinque minuti: ecco perché macinare grandi quantità di caffè in anticipo, come si fa in molti bar, se garantisce una maggior velocità del servizio penalizza il sapore e la flagranza dell’espresso. Rischio, questo, che nei punti di ristoro Chicco do Mexico sarà scongiurato dalla preparazione istantanea del caffè.

 

Una tradizione riproposta e seguita attentamente quella del nuovo brand di Castagnola, anche per quanto riguarda il design dei bar, che riprenderà l’impostazione coloristica dell’originario Bar Mexico con le tinte vivaci che evocano i Paesi esotici in cui nasce la pianta del caffè. E in più, per essere in linea con le nuove forme di consumo della bevanda, Chicco do Mexico ha predisposto un prodotto da consumare in cialde e capsule, per chi anche in casa o in ufficio non vuole rinunciare a un caffè di qualità.

 

Nei locali Chicco do Mexico sarà possibile assaporare anche gourmanderie e prelibatezze del mangiare italiano.

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