Io sono il Nordest

Voci di scrittrici per raccontare un territorio

Cari lettori di “Storie”, oggi ho scelto di dare spazio all’interno di questa rubrica ad un progetto culturale importante e coinvolgente, dove le donne sono protagoniste assolute sia in veste di scrittrici che di tormentate eroine.

Sto parlando del libro “Io sono il Nordest”, una straordinaria antologia di racconti che riunisce le voci più rappresentative delle scrittrici di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino: Antonia Arslan, Isabella Bossi Fedrigotti, Irene Cao, Mary B. Tolusso, Gabriella Imperatori, Barbara Codogno, Federica Sgaggio, Michaela K.Bellisario, Francesca Diano, Elena Girardin, Anna Laura Folena, Annalisa Bruni, Antonella Sbuelz, Micaela Scapin, Maria Pia Morelli, Serenella Antoniazzi, Irene Vella, Francesca Visentin.

Il libro, curato dalla giornalista Francesca Visentin, nasce da un’idea dell’editore Paolo Spinello di Adria, che l’ha realizzato con la sua casa editrice Apogeo. L’immagine di copertina è dell’art director Giorgio Maggiolo e ritrae Maria Giulia Zorzato, ragazzina di 11 anni di Padova, simbolo di forza, entusiasmo, fiducia nel futuro.

Diversi e suggestivi i temi trattati in 18 racconti indimenticabili: amore, violenza, lavoro, famiglia, relazioni, potere. Sullo sfondo il Nordest, territorio in bilico tra crisi e rinascita. Ogni racconto è la fotografia di una realtà, spesso brutale o difficile. Il titolo “Io sono il Nordest” vuole rendere protagonista ognuna delle autrici, ma anche tutte le donne del Nordest, la loro forza e quello sguardo speciale che hanno sulla vita.

Il libro è stato presentato - con il Patrocinio del Comune di Padova e alla presenza delle autrici - in anteprima assoluta domenica 20 marzo alle ore 18 presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi.

Come racconta la giornalista del Corriere del Veneto Francesca Visentin, curatrice dell’antologia, “la sala Rossini del Pedrocchi era piena da scoppiare. Una folla di persone ha accolto domenica le 18 scrittrici del Nordest alla presentazione del libro ‘Io Sono il Nordest’ (Apogeo editore) - Voci di scrittrici per raccontare un territorio. Per la prima volta, le migliori voci narrative di Veneto, Trentino, Friuli, unite in un libro che vuole dare voce alle donne. La linea sottile che caratterizza la scelta delle autrici - spiega la Visentin - ha a che fare con il loro talento. Ma non solo.

Abbiamo voluto scrittrici (chi più conosciuta, chi meno, chi esordiente) con una storia di vita intensa, significativa. Donne che nella vita hanno affrontato prove molto dure. Ma non hanno mai perso il sorriso. Sono il simbolo della forza, di quell'energia unica e della capacità di resistere, di rialzarsi, che caratterizza anche le protagoniste di questi racconti. Il messaggio corale è la passione, la volontà che tutto può.

Booktrailer del libro: "Io sono il NordEst"

Anche la corsa a piedi nudi nel mare d’inverno della bambina nell'immagine di Copertina del libro, è simbolo di slancio, di forza, di futuro. Non sarà certo il freddo a fermarci, né quello atmosferico, né quello di ambienti vessatori, discriminanti ed escludenti, che emarginano, sottopagano, tengono le donne in basso nelle gerarchie professionali. La violenza ha molte forme - sottolinea bene Francesca Visentin - non è solo botte. C'è il dramma dei femminicidi, le donne ammazzate, accoltellate, bastonate, sfregiate, mutilate. Ma c'è anche altro. Una violenza diversa, non meno devastante. Basti pensare al Gender Gap: stipendi diversi per uomini e donne in qualsiasi ambiente di lavoro. Stipendi molto inferiori per le donne. Uno studio del Nord Economic Forum sul Global GENDER Gap ha concluso che le donne arriveranno ad ottenere stipendi pari a quelli degli uomini tra 118 anni - osserva caustica la Visentin - quello che guadagnano oggi le donne è paragonabile a quello che guadagnavano gli uomini nel 2006, 10 anni fa. C'è violenza peggiore?

L’imprenditrice Marina Salamon, nella prefazione di ‘Io Sono il Nordest’, ha scritto: ‘Leggere questo libro è stato come incontrare nei racconti altre persone, attraverso le loro piccole, ma importanti storie. Le storie individuali compongono la grande storia del mondo, che non è fatta di date e battaglie, ma di vite vissute’. E Sandro Marchioro, in una bella recensione del libro su REM, ha commentato: ‘La maggior parte di questi racconti denuncia una situazione così precaria e dolorosa del mondo femminile da fare pensare che siano stati scritti nell'Ottocento. Non è così. Sono tutte storie di oggi, la cui cifra letteraria è il verismo. SONO CIOÈ STORIE CHE ABBIAMO INTORNO’.

Ecco - incalza Francesca Visentin - chi entra tra le pagine di questo libro vorrei avesse una missione: quando lo chiude, dovrebbe guardarsi intorno, abituarsi a vedere e riconoscere i piccoli e grandi abusi, le violenze anche subdole, quotidiane, e ribellarsi. È ora di cambiare le cose, di avviare questa rivoluzione silenziosa, ma potente, verso una parità reale”, conclude la Visentin.

‘I racconti sono carichi di speranza, sebbene testimoniano storie di crisi, di rapporti egoistici e strumentali tra uomini e donne, in cui alle donne è negata la possibilità di essere fino in fondo persone - scrive ancora Marina Salamon nella prefazione del libro - possiamo scegliere ogni giorno di crescere, imparare, evolvere la nostra storia attraverso le testimonianze di altre vite’.

C’è Selvaggia, che era stata bellissima, ma poi ha scelto la droga e la strada per dimenticare il dolore di un aborto. C’è il senso di colpa che attanaglia e paralizza una mamma in carriera. C’è la forza con cui le operaie trentine nel 1923 sono riuscite ad ottenere il primo asilo Nido aziendale d’Italia. C’è Betty, negli anni svuotata dalla forza di sottrarsi alle prevaricazioni di un ambiente di lavoro vessatorio. C’è la ragazzina che dorme in un garage e si sfianca di lavoro per sfuggire ad una famiglia violenta.

Ma c’è anche lo strazio delle madri armene incapaci di proteggere i propri figli dal genocidio e la memoria di ciò che conservano i sopravvissuti che ora vivono nel Veneto. C’è il femminicidio, che colpisce ragazze giovani, spezza vite, toglie il futuro nell’età in cui si è piene di sogni. Tante le storie, i ritratti fulminanti di donne.

“Le rivoluzioni, la rinascita, possono iniziare anche dalla scintilla di un semplice ‘no’ che innesca la svolta. Non bisogna sempre morire per essere ascoltate”, dall’introduzione di Francesca Visentin.

La vendita del libro “Io sono il Nordest” sostiene il Centro Veneto Progetti Donna e vuole contribuire al finanziamento delle case di fuga, luoghi segreti che mettono in salvo e al sicuro le donne vittime di violenza.

PSDE - Paolo Spinello Diffusione Editoriale - Apogeo Editore

(le foto sono di Anna Toniolo di Ig.Veneto e di Giorgio Maggiolo)


a cura di Damiana Schirru, Storie di JoyLife - Racconto del: 23.03.2016